Le storie italiane conquistano il pubblico cinese
Dietro le quinte di un capolavoro: Costanzo e Rohrwacher svelano i segreti dell’adattamento de L’amica geniale.
Durante la sua recente visita a Shanghai per la rassegna cinematografica "Un Nuovo Anno con il cinema italiano", il regista italiano Saverio Costanzo ha scoperto un legame culturale inaspettato e profondo con il pubblico locale, che si è dimostrato straordinariamente partecipe.
«La cosa che mi ha colpito di più del pubblico cinese è il modo in cui partecipa al dialogo», ha osservato Costanzo. «Pongono tantissime domande, e ognuna nasce dalle loro esperienze personali. È un approccio molto umile e genuino, molto diverso da quello a cui sono abituato in Europa».
La rassegna ha presentato alcune opere celebri del regista, tra cui Hungry Hearts, La solitudine dei numeri primi e l’acclamato adattamento televisivo dei romanzi napoletani di Elena Ferrante, a partire da L’amica geniale. Quest’ultima serie ha riscosso un successo straordinario in Cina, mantenendo un punteggio tra 8,6 e 9,5 su 10 per tutte e quattro le stagioni sulla piattaforma di recensioni Douban.
Per l’attrice italiana Alba Rohrwacher, protagonista di diverse opere presentate alla rassegna, la proiezione della notte di Capodanno è stata un momento di connessione speciale.
«Guardandomi intorno nella sala gremita, ho visto volti di tutte le età, dagli adolescenti alle coppie anziane, tutti uniti in quell’istante», ha ricordato. «Sono felicissima di aver vissuto un momento così indimenticabile qui in Cina».
Secondo Costanzo, questa risonanza culturale va ben oltre il cinema. «C’è qualcosa che unisce le nostre società e che continua a sorprendermi. Forse è l’importanza che entrambe diamo alla famiglia, o l’approccio appassionato alla cucina», ha spiegato. «Quando sono in Cina, mi sento più vicino a casa che in alcuni paesi europei».
Teng Junjie, presidente della Shanghai Art Film Federation, sottolinea il valore più ampio di questi scambi culturali. «Attraverso queste rassegne creiamo l’opportunità di sperimentare la ricchezza di vite diverse» ha affermato. «Ogni proiezione diventa una finestra sull’anima di un’altra cultura, cosa che ci aiuta a scoprire l’eccezionale nella vita di tutti i giorni».
Lo scambio ha aperto le porte a future collaborazioni. «Sto discutendo possibili opportunità di coproduzione con la Shanghai Film Group», ha rivelato Costanzo. «Un progetto potrebbe esplorare l’amicizia tra personaggi cinesi e italiani, un’estensione naturale del legame che stiamo costruendo».
L’impatto de L’amica geniale in Cina va oltre il semplice intrattenimento. Costanzo ricorda un episodio toccante: «Una giovane donna è venuta da una provincia lontana fino a Shanghai solo per consegnarmi una lettera. Mi ha scritto che ogni volta che si sente vulnerabile o scoraggiata, guarda la serie per trovare la forza. La serie è diventata la sua fonte di coraggio per inseguire le sue aspirazioni».
Per Costanzo, la sfida principale è stata trasporre sullo schermo la natura densa e introspettiva dell’opera di Ferrante. «I libri sono scritti in prima persona, sono molto interiori», ha spiegato. Questo ha portato all’utilizzo della voce fuori campo della protagonista Elena Greco, detta Lenù.
La Rohrwacher, doppiatrice di Lenù nelle prime tre stagioni prima di interpretarla fisicamente nella quarta, descrive il suo approccio come una metamorfosi psicologica.
«Ho dovuto svuotarmi completamente, diventare un contenitore per le esperienze di Lenù», ha spiegato, sottolineando la difficoltà di mantenere la coerenza del personaggio mentre ne mostrava l’evoluzione verso la maturità.
Questa trasformazione ha incluso la comprensione di scelte controverse del personaggio, come l’abbandono del matrimonio. «Inizialmente, leggendo come me stessa, criticavo le sue decisioni», ha ricordato. «Ma una volta che sono entrata davvero nella sua prospettiva, ho dovuto sospendere il giudizio. Vivere un personaggio rivela come le nostre verità personali possano nascondere i nostri passi falsi».
Un processo che, ha ammesso, l'ha portata a una comprensione più profonda di Lenù e anche a una riflessione su se stessa e sui propri preconcetti.
Entrambi gli artisti vedono la serie come una parte di una più ampia trasformazione nella rappresentazione delle donne nel cinema italiano. «Il cinema italiano tradizionale spesso le ritraeva come mere appendici a narrazioni maschili», ha affermato Rohrwacher. «Grazie allo sforzo congiunto di registi uomini e donne, stiamo creando personaggi femminili più complessi e indipendenti, con qualità proprie e distinte».
«Il cinema è un ponte che infrange le divisioni culturali», ha poi concluso l’attrice. «L’amica geniale è l’esempio di come il cinema possa creare connessioni profonde tra mondi lontani, generando miracoli di comprensione e fungendo da canale per lo scambio intellettuale tra civiltà».
Fonte: China Daily