Shanghai punta sul “nuovo”: i dati che raccontano uno sviluppo economico di qualità
Nel 2025, i tre settori industriali chiave di Shanghai - circuiti integrati, biomedicina e intelligenza artificiale - hanno registrato una crescita del valore della produzione industriale del 9,6% su base annua, con una dimensione complessiva che ha superato per la prima volta i 2.000 miliardi di yuan. Nello stesso anno, il valore della produzione delle industrie strategiche emergenti è aumentato del 6,5%, arrivando a rappresentare il 45% della produzione industriale delle imprese di grandi dimensioni. Il commercio estero ha raggiunto un volume complessivo di 4.510 miliardi di yuan, in crescita del 5,6%. Questa sequenza di “nuovi” indicatori economici dimostra con chiarezza il dinamismo che attraversa l’economia di Shanghai.
Sviluppo di alta qualità dei settori chiave ed emergenti
Nel corso del 14° Piano quinquennale, i tre settori industriali chiave hanno rappresentato il principale motore dello sviluppo industriale della città. Il valore della produzione manifatturiera nei circuiti integrati e nell’intelligenza artificiale (IA) è cresciuto rispettivamente del 15,1% e del 13,6%. Nel 2025, la spedizione dei robot prodotti da AgiBot hanno superato le 5.000 unità, mentre il progetto Qianfan Constellation ha raggiunto quota di 108 satelliti operativi in orbita.
Lo sviluppo delle cosiddette “nuove forze produttive di qualità” poggia sull’innovazione tecnologica come motore principale. Secondo il Rapporto sul lavoro del governo, nel 2025 la spesa complessiva in ricerca e sviluppo a Shanghai si è mantenuta intorno al 4,5% del PIL cittadino, traducendosi in risultati industriali concreti e tangibili.
Particolarmente evidente è il rinnovamento della struttura industriale. Nel 2025, il fatturato del settore della trasmissione delle informazioni, dei servizi software e dei servizi informatici è cresciuto di oltre il 22% su base annua, raggiungendo i 1.729,7 miliardi di yuan. Il peso di questo comparto sul PIL cittadino è salito al 12,6%, portandolo a diventare il terzo settore dell’economia di Shanghai.
Le imprese di piattaforma, le aziende di cloud computing e quelle attive nella progettazione di circuiti integrati hanno dato vita a una vera e propria “matrice di crescita” del comparto informatico e dei servizi digitali. Alla fine del 2025, Shanghai contava 139 grandi modelli di intelligenza artificiale ufficialmente registrati. Nello stesso anno, piattaforme Internet leader come Pinduoduo, RedNote, Alipay e Meituan hanno registrato una crescita del fatturato del 30,5% su base annua.
Lo sviluppo delle nuove forze produttive si fonda su una solida base industriale. Nel 2025, il valore complessivo della produzione industriale delle imprese di grandi dimensioni ha raggiunto i 4.070 miliardi di yuan; il valore aggiunto industriale è cresciuto del 5,1%, segnando il ritmo più sostenuto degli ultimi quattro anni. Parallelamente, il costo per 100 yuan di fatturato delle imprese industriali cittadine ha toccato un minimo storico. Tra gennaio e novembre 2025, i profitti delle imprese industriali di grandi dimensioni sono aumentati del 23% su base annua.
Costruire una “competitività invisibile”
La forza strutturale dell’industria di Shanghai non si esaurisce nei fattori tangibili - come impianti produttivi e volumi di output - ma affonda le radici in una serie di elementi meno visibili: regole, assetti istituzionali, contesto operativo e capitale umano. È questo insieme di fattori a costituire quella che viene definita una “competitività invisibile”, frutto di un’innovazione sistemica nelle dimensioni immateriali dello sviluppo.
Su questo punto, si sono concentrati anche i suggerimenti avanzati dai membri del Comitato municipale della Conferenza consultiva politica del popolo cinese (CCPPC) di Shanghai. Tra le proposte figurano l’avvio di un programma di “allineamento mirato alle regole internazionali”, con sperimentazioni regolatorie in zone pilota come Pudong e Lingang; l’attuazione di un piano di rafforzamento della standardizzazione internazionale per favorire il passaggio di Shanghai da semplice partecipante a protagonista nella definizione degli standard internazionali; la definizione e l’esportazione di uno “standard di Shanghai” per l’economia a bassa quota; nonché l’implementazione di un programma di riserva di giovani talenti per le nuove forze produttive, volto a integrare in modo più stretto il sistema educativo, la formazione dei talenti, l’industria e l’innovazione.
Creare nuovi vantaggi in un contesto di incertezza
Di fronte alla nuova ondata della rivoluzione scientifico-tecnologica globale e alla profonda trasformazione industriale, Shanghai è chiamata a interrogarsi su come ancorare il proprio sviluppo futuro. Le linee guida del 15° Piano quinquennale indicano una direzione chiara: compensare l’incertezza del contesto esterno rafforzando la prevedibilità e la solidità del proprio percorso di sviluppo interno.
In questa prospettiva, Shanghai ha individuato una serie di ambiti nei quali adotta strategie di posizionamento agile, tra cui la tecnologia quantistica, le interfacce cervello-computer, la fusione nucleare controllata, la bio-manifattura e le comunicazioni mobili di sesta generazione.
Chang Liang, membro permanente del Comitato municipale della CCPPC e direttore dell’Istituto di ricerca sui micro-nanosatelliti dell’Accademia per l’innovazione dei microsatelliti dell’Accademia cinese delle scienze, ha spiegato che la priorità di Shanghai nel campo dell’economia spaziale è lo sviluppo di Internet satellitare. A questo scopo, nel distretto di Minhang è in fase di pianificazione la realizzazione della cosiddetta “Città dei razzi e dei satelliti”, pensata per attrarre talenti specializzati e promuovere l’avanzamento delle tecnologie chiave.
Con l’ingresso nell’era dell’intelligenza artificiale, il cambiamento di paradigma non riguarda più soltanto la tecnologia, ma investe anche le strutture organizzative. Stanno emergendo modelli imprenditoriali leggeri e ad alto valore aggiunto, guidati da talenti di vertice, come le cosiddette “One Person Company” (OPC). Xu Li, membro del Comitato municipale della CCPPC e presidente e AD della Shanghai SenseTime Intelligent Technology, ha osservato che, se Shanghai riuscirà a essere la prima a coltivare un ecosistema dinamico “super-individuale”, potrà assicurarsi un vantaggio nella prossima ondata di innovazioni tecnologica.
Il Rapporto sul lavoro del governo delinea un sistema industriale moderno incentrato sulla manifattura avanzata, strutturato secondo il modello “2+3+6+6”: promuovere la trasformazione digitale, intelligente e verde delle industrie tradizionali; rafforzare tre grandi settori chiavi; costruire sei cluster emergenti di riferimento; concentrarsi su sei ambiti industriali del futuro.
Gu Jie, membro del Comitato municipale della CCPPC e presidente della Shanghai Fourier Intelligence, si definisce un “traduttore” tra industria e politiche pubbliche: il suo compito è trasformare le esigenze più urgenti che emergono dal fronte delle innovazioni tecnologiche e dell’aggiornamento industriale in una forza concreta capace di sostenere un salto di livello dell’intero sistema.
Fonte: Shanghai Observer