Perché questa rivista britannica ha classificato Shanghai al secondo posto tra le “migliori città del mondo”

italian.shanghai.gov.cn| 2026-03-17

L’11 marzo la rivista britannica di cultura urbana Time Out ha pubblicato la classifica 2026 delle 50 migliori città del mondo: Shanghai si è posizionata al secondo posto, risultando anche la città asiatica più alta in classifica.

Fondata nel 1968, Time Out è una nota rivista di guida dedicata allo stile di vita urbano. La classifica annuale delle migliori città del mondo è stata lanciata nel 2016 e quest’anno celebra il suo decimo anniversario.

A differenza delle classifiche tradizionali, questa non si basa principalmente sulle dimensioni economiche o sulla potenza complessiva, ma sulle esperienze reali dei residenti, analizzando 44 indicatori, tra cui: ristorazione, cultura, vita notturna, accessibilità economica, senso di felicità e atmosfera urbana. L’indagine di quest’anno ha coinvolto 150 città nel mondo, raccogliendo le opinioni di oltre 24.000 partecipanti e integrandole con il giudizio degli esperti per arrivare alla classifica finale.

In altre parole, non è una graduatoria che misura “chi è più forte”, ma piuttosto quanto una città sia piacevole da vivere e da esplorare.

Secondo Time Out, il carattere urbano, l’esperienza quotidiana, il grado di apertura internazionale e l’attrattiva culturale sono le qualità di Shanghai che la fanno emergere.

Per quanto riguarda il carattere della città, la rivista descrive Shanghai come una città capace di coniugare storia e futuro: edifici in stile internazionale convivono con quartieri tradizionali, mentre nuovi ristoranti tematici, marchi popolari dall’estero, caffetterie di design e cocktail bar creativi continuano a emergere. In una sola strada si possono incontrare stili completamente diversi. Questa continua fusione tra antico e nuovo conferisce alla città una trama urbana dinamica, diversa da quella di molte altre metropoli globali.

Sul piano dell’esperienza di vita, Shanghai ha ottenuto il punteggio più alto della classifica nella categoria dell’accessibilità economica complessiva. I dati mostrano che l’88 per cento dei residenti considera economico mangiare fuori; il 90 per cento ritiene accessibili attività culturali come prendere un caffè o andare al cinema; e il 78 per cento afferma che muoversi in bicicletta è facile. Indicatori di vita quotidiana come questi rappresentano un vero “termometro” della vivibilità di una città.

Dal punto di vista delle politiche pubbliche, la rivista sottolinea anche l’ampliamento negli ultimi anni delle politiche di esenzione dal visto da parte della Cina: il Paese ha introdotto l’ingresso senza visto unilaterale per 50 paesi e l’esenzione reciproca con altri 29, con una copertura in continua espansione. Ciò rende più semplice per i turisti internazionali visitare Shanghai.

Allo stesso tempo, la diffusione sui social media sta contribuendo a superare alcuni stereotipi sulla Cina. Da un lato, il meme online “diventare cinesi” è diventato virale sui social, con sempre più creator che imitano lo stile di vita cinese; dall’altro, turisti stranieri condividono attraverso video e foto la loro esperienza nel Paese, mostrando trasporti urbani, pagamenti digitali e consumi gastronomici. Queste testimonianze reali stanno suscitando un crescente interesse internazionale per la cultura, il paesaggio urbano e l’innovazione della Cina.

Negli ultimi anni, sempre più classifiche urbane hanno iniziato a valorizzare i cosiddetti “indicatori morbidi”: densità culturale, vitalità dei quartieri, accessibilità ai consumi, atmosfera cittadina e qualità della vita.

Questo dimostra che oggi la competitività tra città non riguarda più soltanto l’efficienza produttiva o la concentrazione di capitali, ma dimensioni più diversificate e più vicine ai bisogni delle persone. In questo senso, il fatto che Shanghai si collochi al secondo posto globale in questa nuova “narrazione urbana” è di per sé un risultato che merita di essere riconosciuto.

 

Fonte: Shanghai Observer