A Pudong, il mondo a tavola: 1700 ristoranti da tutto il mondo

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Recentemente, in concomitanza con il lancio del “Carnevale per il Capodanno cinese di Pudong 2026”, si è tenuta l’esposizione itinerante “Sapori da tutto il mondo per il Capodanno cinese”, un evento che ha messo in risalto la vibrante scena della ristorazione del Pudong New Area.

Negli ultimi anni, Shanghai si è impegnata a diventare una capitale della gastronomia internazionale, attraendo quasi diecimila ristoranti che rappresentano 43 paesi e regioni dai cinque continenti. La Pudong New Area, con oltre cento nuovi ristoranti internazionali aperti negli ultimi anni, guida la classifica dei distretti di Shanghai. Attualmente ospita più di 1.700 ristoranti con cucine da tutto il mondo, con una varietà che copre tutte le principali aree geografiche. In particolare, le categorie della cucina europea e americana registrano qui gli indici di presenza più alti della città.

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​Il ristorante “Bella Vita” [Foto fornita ad account WeChat di “Pudongfabu”]

Presso il Florentia Village di Shanghai, il ristorante italiano "Bella Vita", primo locale del brand in città, gode di una popolarità ininterrotta fin dall’apertura. Propone un intero menu dedicato alla pizza, preparata da uno staff di chef guidati da un pizzaiolo campione. Il segreto è nell’impasto, che lievita lentamente per 48 ore, e nella cottura tradizionale nel forno a legna, tecniche che ne preservano i sapori autentici.

«La vicinanza del Florentia Village all’aeroporto garantisce un flusso costante di clienti», ha dichiarato Samuele Rossi, General Manager e socio del brand. «Con l’ampliamento della politica cinese di esenzione dal visto per sempre più paesi, un numero crescente di visitatori apprezza l’autenticità dei nostri sapori». Durante la stagione dei “Sapori europei” dell’evento “Global Taste in Shanghai”, il ristorante ha proposto un menu speciale che include, tra le altre specialità, la “Pizza Campione 2018”.

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​La steakhouse brasiliana Latina [Foto/account WeChat di “Pudongfabu”]

Un’altra perla della scena internazionale è la steakhouse brasiliana “Latina”, che ha recentemente aperto il suo dodicesimo locale a Shanghai, presso L CITY nella Zhangjiang Science City. Il brand, approdato in Cina dal Brasile nel 1998, rimane fedele alla tradizione autentica del churrasco, la grigliata brasiliana.

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​La steakhouse brasiliana Latina [Foto/account WeChat di “Pudongfabu”]

Joao Carlos, vicedirettore generale della società madre WD-Group, ha commentato: «Siamo lieti di vedere che sempre più clienti cinesi apprezzano la nostra cucina».

Questa ricca offerta gastronomica internazionale poggia su una solida rete di approvvigionamento. Pudong New Area, cuore del centro commerciale di Shanghai, vanta vantaggi significativi nell’attrarre risorse alimentari di alta qualità: il gruppo CUVE di Waigaoqiao riunisce vini pregiati da tutto il mondo; importatori come Penfolds e GSL sviluppano canali specializzati per bevande di alto livello e storiche cantine europee; aziende locali come Bright Supply Chain, Tramy Group e Yihai Kerry garantiscono tracciabilità e qualità dall’origine alla tavola; mentre realtà come Heyu e Pinlive Foods importano attivamente ingredienti da tutto il mondo, radunano in modo efficiente materie prime eccellenti.

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​Distintivo dei partecipanti al “Global Taste in Shanghai” [Foto/account WeChat di “Pudongfabu”]

Nella Pudong New Area, già oltre un centinaio di ristoranti aderiscono all’iniziativa “Global Taste in Shanghai”. Il distretto sperimenterà inoltre un modello innovativo che combina le cucine internazionali e intrattenimento, creando esperienze immersive in sinergia con concerti, mostre e altri eventi. Sfruttando l’occasione del “Global Taste in Shanghai”, si punterà sulle ricche risorse della zona - dai centri commerciali ai quartieri, dai ristoranti internazionali ai numerosi eventi - per continuare a sviluppare e consolidare nuove destinazioni gourmet. Residenti e turisti, sia cinesi che stranieri, sono invitati a scoprire questi sapori e a esplorare Shanghai.

 

Fonte: account WeChat di “Pudongfabu”