La Cina aggiorna il catalogo dei servizi destinati all’importazione
Il 25 febbraio il Ministero del Commercio cinese ha diffuso l’Avviso n. 8 del 2026, con cui è stata ufficialmente presentata la nuova versione del Catalogo dei servizi la cui importazione è incoraggiata.
La pubblicazione dà attuazione alle linee guida del Comitato centrale del Partito e del Consiglio di Stato, che puntano a un’espansione mirata delle importazioni di servizi di alta qualità. Alla revisione del Catalogo hanno lavorato sette istituzioni: oltre al Ministero del Commercio, la Commissione Nazionale per lo Sviluppo e la Riforma, il Ministero dell’Industria e della Tecnologia dell’Informazione, il Ministero dell’Ecologia e dell’Ambiente, il Ministero dell’Edilizia Abitativa e dello Sviluppo Urbano-Rurale, la Commissione Nazionale per la Salute e l’Amministrazione Nazionale per la Proprietà Intellettuale.
La stesura del nuovo Catalogo si è fondata su tre pilastri:
- Rispondere alle esigenze interne urgenti, favorendo l’importazione di servizi funzionali a uno sviluppo di alta qualità. Da un lato, i servizi per le imprese (settore produttivo) devono sostenere la nascita e la crescita di nuove forze produttive, agevolando la transizione ecologica e la riduzione delle emissioni di carbonio. Dall’altro, i servizi destinati alla persona devono andare incontro alle crescenti esigenze di benessere della popolazione.
- Assicurare coerenza con le politiche settoriali già esistenti, allineandosi ai settori di importazione che le varie amministrazioni competenti già promuovono e sostengono.
- Escludere tassativamente i comparti la cui apertura è vietata dalla legislazione nazionale o che potrebbero in qualsiasi modo pregiudicare la sicurezza del Paese.
Fonte: International Business Daily