Al via il 2026 Shanghai Jing’an Modern Drama Valley

italian.shanghai.gov.cn| 2026-04-20

Dal 23 aprile al 31 maggio si terrà l’edizione 2026 dello Shanghai Jing’an Modern Drama Valley. La sezione “Opere Celebri”, incentrata sul tema del tempo presente e caratterizzata da uno sguardo plurale, riunisce 21 produzioni di alto livello provenienti da tutto il mondo, offrendo quasi cento spettacoli suddivisi in otto principali serie.

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Shanghai Jing’an Modern Drama Valley. [Foto fornita allaccount WeChat di Cultura e Turismo di Jing’an]

Oltre l’85% delle opere debutta per la prima volta in Cina, mentre i titoli internazionali rappresentano quasi la metà del totale. Artisti e compagnie provenienti da Francia, Germania, Regno Unito, Svizzera, Brasile, Finlandia, Belgio, Portogallo e Georgia saliranno sul palcoscenico in successione. Musical, teatro fisico, spettacoli di suspense, teatro per l’infanzia, teatro documentario, teatro di magia, teatro ecologico… una varietà di forme sceniche per soddisfare pubblici diversi.

Sta per aprirsi il sipario su una grande festa del teatro che attraversa il classico e l’avanguardia, fondendo dimensione locale e orizzonte globale.

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Sguardo internazionale, cast d’eccellenza

La compagnia belga FC Bergman debutta per la prima volta nella Cina continentale con il classico The Sheep Song (La canzone delle pecore), presentato con un forte impatto visivo e un intenso linguaggio corporeo. Tiago Rodrigues, direttore del Festival di Avignone, collabora con il Grand Théâtre de Genève per portare in scena Dans la Mesure de l’Impossible (Oltre ogni impossibile); il Maxim Gorki Theater di Berlino presenta Unser Deutschlandmärchen (La nostra fiaba tedesca), selezionata tra i “dieci spettacoli più rilevanti” del Berliner Theatertreffen 2025; il celebre regista georgiano Levan Tsuladze e il Teatro Oficina del Brasile reinterpretano rispettivamente Il naso di Gogol e Giorni felici di Beckett. Un panorama internazionale di grande rilievo che evidenzia rarità e visione d’avanguardia.

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Foto di scena del The Sheep Song. [Foto/Kurt Van der Elst]

Classici locali e nuove voci

Lo spettacolo inaugurale, l’episodio finale della trilogia del Blossoms Shanghai (Fiori in fiore), prosegue con dialoghi in dialetto shanghainese e un’estetica tipicamente haipai, portando a compimento questa epopea teatrale. La co-produzione franco-cinese Il Piccolo Principe e il fantasy originale The Code of The Dynasty II (Il Codice della Dinastia II) – capitolo finale rileggono classici letterari e capolavori pittorici con uno sguardo contemporaneo, dando nuova voce alla tradizione. Monologhi come Chlorine, MS. Beauty (Signora Bellezza) e What’s in The Zoo (Cosa c’è nello zoo) esplorano temi quali la crescita femminile, le relazioni intergenerazionali e le esperienze di gruppi marginali, mettendo in luce la vitalità creativa della nuova generazione teatrale cinese.

 

Fonte: account WeChat di Cultura e Turismo di Jing’an