Cina, al via le due sessioni: cosa aspettarsi dal nuovo piano quinquennale

italian.shanghai.gov.cn| 2026-03-06
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Una foto aerea scattata con drone il 15 dicembre 2025 mostra navi al lavoro per carico e scarico container presso un terminal del porto di Tangshan, nella provincia dello Hebei, nel nord della Cina. [Foto di Liu Mancang/Xinhua]

Le due sessioni di quest’anno — gli appuntamenti annuali del massimo organo legislativo cinese e del principale organo consultivo politico — si aprono in un momento cruciale. Mentre le seconda economia mondiale entra nel primo anno del 15° Piano Quinquennale (2026-2030), i lavori che si terranno a Pechino rappresenteranno al contempo un bilancio dei risultati conseguiti e una bussola strategica per lo sviluppo futuro del Paese.

La quarta sessione del 14° Comitato Nazionale della Conferenza Politica Consultiva del Popolo Cinese (CPPCC) ha preso il via mercoledì 4 marzo, un giorno prima dell’apertura della quarta sessione della 14ª Assemblea Nazionale del Popolo (NPC).

I legislatori esamineranno il rapporto annuale sull’operato del governo centrale e valuteranno la bozza di bilancio statale e il piano di sviluppo per il 2026. Quest’anno analizzeranno inoltre la bozza del nuovo piano quinquennale, che definirà le priorità politiche fino al 2030.

L’agenda legislativa di quest’anno è particolarmente densa e segnala una forte attenzione allo sviluppo istituzionale di lungo periodo. I deputati della NPC discuteranno tre importanti disegni di legge che toccano, tra l’altro, ambiente, unità etnica e pianificazione dello sviluppo nazionale. Presenteranno inoltre le loro relazioni il massimo legislatore, il principale consigliere politico, il presidente della Corte Suprema e il Procuratore generale.

Oltre alle sessioni plenarie, ministri e responsabili di vari dipartimenti governativi, insieme a legislatori e consiglieri politici, terranno conferenze stampa per illustrare ai media nazionali e internazionali le politiche relative a economia, sviluppo sociale e affari esteri.

All’avvio di un nuovo ciclo di pianificazione, le due sessioni offrono dunque una finestra su come la Cina intenda promuovere uno sviluppo di alta qualità e mantenere lo slancio delle riforme in un contesto globale in continua evoluzione.

Di seguito, alcuni dei principali punti di interesse delle due sessioni di quest’anno.

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​Una foto scattata con drone mostra la produzione automatizzata presso la Seres Super Factory nella Liangjiang New Area, a Chongqing, nel sud-ovest della Cina, il 19 settembre 2025. [Foto di Wang Quanchao/Xinhua]

NUOVO CICLO DI PIANIFICAZIONE

Nel sistema di governance cinese, i piani quinquennali fungono da quadri strategici per lo sviluppo economico e sociale. Esaminando la bozza del 15° Piano Quinquennale, i legislatori stabiliscono di fatto le priorità che guideranno la politica fiscale, la trasformazione industriale e il progresso sociale fino al 2030.

Questo nuovo ciclo prende avvio su basi solide. Il periodo del 14° Piano Quinquennale si è chiuso con un risultato significativo: nel 2025 l’economia cinese ha superato i 140.000 miliardi di yuan (circa 18.600 miliardi di euro).

Diversi media internazionali hanno osservato che obiettivi chiave — crescita economica, produttività del lavoro, spesa in ricerca e sviluppo, urbanizzazione e aspettativa di vita media — sono stati in larga parte raggiunti o addirittura superati durante il periodo.

Tuttavia, il contesto in cui la Cina si trova oggi a operare è sempre più complesso. Fattori esterni come tensioni commerciali, frizioni geopolitiche e una dinamica di crescita globale insufficiente rappresentano sfide significative. Sul piano interno, il Paese deve gestire questioni strutturali di lunga data e al contempo rispondere alle nuove sfide tecnologiche e industriali.

In questo contesto, il nuovo piano quinquennale fungerà da roadmap strategica: non un semplice elenco di obiettivi, ma un quadro di riferimento per orientare le priorità di sviluppo, dal rafforzamento delle catene di fornitura alla transizione verso un’economia a basse emissioni di carbonio.

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​Una foto scattata con drone mostra veicoli a nuova energia presso la Seres Super Factory nella Liangjiang New Area, a Chongqing, nel sud-ovest della Cina, il 19 settembre 2025. [Foto di Wang Quanchao/Xinhua]

OBIETTIVO DI CRESCITA

Il tasso di crescita del PIL cinese per il 2026 sarà uno dei dati più attesi delle due sessioni.

I primi segnali provenienti dalle regioni a livello provinciale indicano un ampio consenso: la crescita resta essenziale, ma deve fondarsi su qualità e aggiornamento strutturale.

Nel 2025 la Cina ha centrato l’obiettivo di crescita del 5%, grazie agli sforzi per rafforzare la domanda interna e l’innovazione, favorendo il riequilibrio strutturale dell’economia e continuando a rappresentare uno dei motori più stabili e affidabili della crescita economica mondiale.

L’obiettivo di quest’anno sarà quindi coerente con l’imperativo dello sviluppo di alta qualità, che punta a promuovere nuove forze produttive, stimolare i consumi, modernizzare il settore manifatturiero e accelerare la transizione verde.

Per investitori e partner commerciali internazionali, questo orientamento indica sia continuità delle politiche sia opportunità significative.

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​Clienti scelgono verdure in un supermercato della contea di Pingyi, nella città di Linyi, nella provincia dello Shandong (Cina orientale), il 10 dicembre 2025. [Foto di Wu Jiquan/Xinhua]

NUOVE LEGGI

I legislatori cinesi discuteranno una bozza di codice ambientale, una bozza di legge sulla promozione dell’unità e del progresso tra gruppi etnici e una bozza di legge sulla pianificazione dello sviluppo nazionale.

Il codice ambientale proposto mira a integrare più saldamente il principio dello sviluppo verde nel quadro dello Stato di diritto, attraverso una revisione e un coordinamento sistematico della legislazione ambientale esistente. L’iniziativa arriva in un momento cruciale: la Cina si è impegnata a raggiungere il picco delle emissioni di carbonio entro il 2030.

Il deputato della NPC Zheng Haijin, esperto ambientale della provincia orientale dello Jiangxi, ha definito “incoraggiante” il codice ambientale, che fornirà indicazioni più chiare per il ripristino ecologico e i settori correlati.

La legge sulla promozione dell’unità etnica mira invece a rafforzare la coesione sociale e il senso di appartenenza alla comunità della nazione cinese. La legge sulla pianificazione dello sviluppo nazionale fungerà infine da legge fondamentale per regolamentare la formulazione dei piani di sviluppo e garantirne l’attuazione.

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Una foto aerea scattata con drone il 14 novembre 2025 mostra cigni selvatici nella riserva naturale del lago Xiaosugan, nella contea autonoma kazaka di Aksay, nella provincia del Gansu (Cina del nord-ovest). [Foto di Lang Bingbing/Xinhua]

INDUSTRIE DEL FUTURO

I piani quinquennali sono da tempo uno strumento centrale con cui la Cina orienta il proprio sviluppo, definendo la direzione strategica e delineando il futuro delle industrie emergenti.

A gennaio, l’Ufficio Politico del Comitato Centrale del Partito Comunista Cinese ha dedicato la prima sessione di studio collettivo dell’anno allo sviluppo industriale orientato al futuro, sottolineandone la priorità nel nuovo ciclo di pianificazione.

Tra i nuovi motori di crescita indicati nelle raccomandazioni per il 15° Piano Quinquennale figurano tecnologie quantistiche, biomanifattura, energia a idrogeno e fusione nucleare, interfacce cervello-computer, intelligenza artificiale incarnata e comunicazioni mobili 6G.

Secondo Guo Guoping, deputato della NPC e professore di scienze quantistiche all’Università di Scienza e Tecnologia della Cina, l’attenzione alle tecnologie quantistiche riflette il passaggio dalla sperimentazione di laboratorio all’applicazione industriale.

La leadership cinese ha inoltre sollecitato progressi nelle tecnologie chiave, un approccio più strategico alla ricerca di base e un’accelerazione della commercializzazione dell’innovazione. Maggiore attenzione viene data anche al ruolo delle imprese, in particolare delle grandi aziende tecnologiche, sostenute da misure fiscali rafforzate, strumenti di finanza scientifica e politiche per i talenti.

Queste linee strategiche dovrebbero occupare un posto centrale nell’agenda delle due sessioni, mentre legislatori e consiglieri politici delineano i percorsi per garantire uno slancio di sviluppo a lungo termine.

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​Un robot esposto nell’area espositiva della Conferenza globale sull’Industrial Internet 2025 a Shenyang, nella provincia del Liaoning, il 6 settembre 2025. [Foto di Pan Yulong/Xinhua]

MESSAGGI AL MONDO

Le due sessioni sono da tempo considerate anche una finestra sulla posizione internazionale della Cina. Durante le riunioni dello scorso anno, il ministro degli Esteri Wang Yi ha risposto a 23 domande di giornalisti cinesi e stranieri su temi che spaziavano dalle relazioni tra grandi potenze alla governance globale.

Tra i temi ricorrenti figuravano cooperazione, apertura e multilateralismo. Anche i riferimenti al Global South e alla costruzione di una comunità dal futuro condiviso per l’umanità hanno messo in evidenza l’importanza dei partenariati e del coordinamento multilaterale.

Il 2026 è inoltre un anno significativo: segna il 70° anniversario dell’avvio delle relazioni diplomatiche tra la Cina e i Paesi africani. A novembre, inoltre, la Cina ospiterà il 33° Incontro dei leader economici dell’APEC.

Per investitori e governi di tutto il mondo, le posizioni della Cina nelle relazioni internazionali saranno quindi osservate con particolare attenzione durante le due sessioni, in un contesto globale sempre più complesso e in rapida evoluzione.

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L’agronoma cinese Hu Yuefang spiega la crescita del riso agli agricoltori locali presso la Base dimostrativa ad alta resa del riso ibrido cinese nei pressi di Antananarivo, in Madagascar, il 25 marzo 2025. [Foto di Li Yahui/Xinhua]

 

Fonte: Xinhua