La Cina come meta di cure mediche: perché sempre più pazienti internazionali scelgono di “volare in Cina”
«Lo scorso settembre mi sono sottoposto a un intervento di protesi d’anca a Shanghai. La spesa complessiva è ragionevole. Il ricovero è durato 6 giorni, la ripresa è stata rapida e ora cammino in totale scioltezza».
A raccontare questa esperienza personale su un social network cinese è l’attore americano David Williams. Non è il solo: anche l’influencer sudafricana Lizzy, la blogger americana Aisha e la creator britannica Amie hanno condiviso storie simili sulle cure mediche ricevute in Cina.
Negli ultimi anni, complice il costante miglioramento dei servizi sanitari e l’ampliamento delle politiche di esenzione dal visto per transito o ingresso, un numero crescente di pazienti stranieri, anche da Paesi sviluppati, sceglie di recarsi in Cina per trattamenti medici. Un trend che mette in luce i punti di forza del sistema: il riconoscimento internazionale della qualità delle cure mediche, la solida capacità di gestione diretta delle assicurazioni private e l’accesso prioritario a farmaci e dispositivi medici innovativi.
«Negli ultimi anni abbiamo osservato un cambiamento significativo nei pazienti del nostro reparto internazionale», spiega Gu Jingwen, Direttrice del Centro medico internazionale dell’Ospedale Huashan, affliato al Dipartimento di Medicina dell’Università Fudan. «Se prima si trattava perlopiù di disturbi minori, ora eseguiamo regolarmente interventi di chirurgia mininvasiva laparoscopica, trattamenti di radioterapia e chemioterapia oncologica, e persino a complesse consulenze multidisciplinari per casi difficili. Quando i pazienti stranieri scoprono che disponiamo di tecnologie robotiche, si sentono particolarmente rassicurati». Dal 2024, il numero di pazienti stranieri che hanno richiesto una consulenza presso l’Ospedale Huashan è aumentato di due cifre. Oltre la metà di questi casi ha comportato ricoveri chirurgici. «Tra questi c’erano numerosi pazienti internazionali che, dopo aver ricevuto raccomandazioni dai medici nel proprio Paese, si sono recati presso il nostro ospedale per ricevere cure.»
Nel settembre 2024, tredici ospedali di Shanghai, tra cui l’Ospedale Huashan e l’Ospedale Ruijin, sono stati ufficialmente designati come “Unità pilota per il turismo medico internazionale negli ospedali pubblici municipali di Shanghai”. Nel dicembre dello stesso anno, l’Ufficio Generale del Governo del Popolo del Comune di Shanghai ha pubblicato le Linee guida per promuovere lo sviluppo innovativo dei servizi di cure internazionali di Shanghai.
Il documento incoraggia azioni per “migliorare l’esperienza dei pazienti stranieri”, “aumentare la quota delle assicurazioni sanitarie private nei pagamenti per le cure internazionali”, “attuare i regolamenti diretti per le assicurazioni sanitarie commerciali”, “rafforzare i sistemi di gestione della qualità e della sicurezza delle cure” e “sviluppare sistemi informativi compatibili con i modelli di servizi e pagamento internazionali”.
Ma quali competenze sono essenziali per un ospedale che offre servizi di cure internazionali? Secondo Gu Jingwen, elementi fondamentali sono un’area dedicata e relativamente indipendente, una segnaletica bilingue cinese-inglese, personale medico con esperienza internazionale e una formazione specialistica continua. Proprio per standardizzare questi aspetti, l’Ospedale Huashan ha guidato la stesura delle Norme per i servizi di cure mediche internazionali, uno standard locale. Tuttavia, il cuore di un servizio sanitario internazionale risiede essenzialmente in un livello elevato di “competenza tecnica” e “servizio”. Garantire cure efficaci è la base imprescindibile, sulla quale poi si possono implementare tutti gli standard correlati. «Per questo le istituzioni sanitarie dovrebbero istituire ‘reparti internazionali’ appositi» , sottolinea Gu.
Con il turismo medico sempre più in voga, come possono le strutture sanitarie cinesi valorizzare al meglio la propria offerta internazionale? Gli esperti concordano su diversi punti chiave per costruire una vera “destinazione sanitaria internazionale”. È fondamentale garantire l’interoperabilità dei dati, permettendo ai pazienti stranieri di accedere alla propria documentazione clinica una volta rientrati nel Paese d’origine. Occorre potenziare la collaborazione tra professionisti medici specializzati, definire un sistema tariffario razionale per i pazienti stranieri e, infine, estendere ad altre regioni, come il Delta del fiume Azzurro, i vantaggi meccanismi regolatori già applicati in zone come la Greater Bay Area di Guangdong-Hong Kong-Macao o la Boao Lecheng International Medical Tourism Pilot Zone di Hainan, accelerando così l’accesso dei pazienti a farmaci e dispositivi medici innovativi.
Fonte: Yicai