Dall’Italia a Shanghai: la storia di Gian Filippo, ristoratore veronese sulle rive del Suzhou Creek

italian.shanghai.gov.cn

Sulla riva nord del Suzhou Creek, il tratto di Guangfu Road che dal ponte di Wuzhen Road conduce a Piazza Jinyuan custodisce un piccolo miracolo di convivenza. I vecchi magazzini carichi di storia, con le loro facciate in mattoni, ospitano oggi raffinati ristoranti internazionali e caffè dal profumo avvolgente.

1.jpg
​ Tappa obbligata per i visitatori: i locali lungo Guangfu Road conquistano il pubblico internazionale [Foto/Shanghai Observer]

Sono sempre di più gli stranieri che varcano la soglia di questi edifici d’epoca. E qualcuno, addirittura, ha deciso di piantarvi le tende e realizzarvi il proprio sogno imprenditoriale. È il caso di Gian Filippo Murari, italiano di Verona, la città di Romeo e Giulietta.

2.jpg
​ Gian Filippo al lavoro nella sua cucina: un piatto firmato RAGÙ (filiale sul Suzhou Creek) [Foto/Shanghai Observer]

Per più di vent'anni Murari ha gestito un ristorante in Italia. Poi, nel 2016, il primo viaggio a Shanghai. Al ritorno, una decisione radicale: vendere il ristorante e la casa per inseguire un sogno nella metropoli cinese. Nei primi tempi ha fatto esperienza come chef in vari locali e hotel, ma qui ha trovato anche l’amore: Wang Yanhua, una ragazza di Suzhou con una solida esperienza nel settore della gestione dei marchi e degli investimenti.

Lui maestro della cucina italiana, lei profonda conoscitrice del mercato di Shanghai: la coppia perfette per mettersi in proprio. Nel marzo 2024 è aperto il primo RAGÙ, un ristorante di street food italiano in Jiaozhou Road, tutto incentrato sui piatti a base di ragù. Il successo è immediato e li spinge a cercare una seconda location.

Dopo averne visitate tante, la scelta cade sull’altra sponda del Suzhou Creek, a Guangfu Road, davanti all’ingresso del magazzino Guang’er. Mattoni rossi, vecchie finestre in ferro, pilastri di cemento scrostato. E lì accanto, la passerella che costeggia il lungofiume.

«Questo posto mi ha riportato alla mente la mia città. Laggiù ci sono montagne e un fiume, e l’antico anfiteatro romano. D’estate la piazza si riempie di tavolini all’aperto, la gente beve, chiacchiera e mangia pasta fino a tarda notte», racconta Gian Filippo. «Solo che qui, al posto dell’Adige, scorre il fiume di Suzhou».

Nel novembre 2025 è aperta la seconda filiale di RAGÙ, proprio nel magazzino Guang’er. Oggi i clienti sono divisi a metà tra cinesi e stranieri. La sera, però, la bilancia pende decisamente dalla parte di questi ultimi: in tanti arrivano per un aperitivo dopo aver visitato qualche mostra in zona.

3.jpg
​ Mattoni a vista, vecchie finestre in ferro e pilastri di cemento: all’interno di RAGÙ (filiale sul Suzhou Creek) l’anima storica del magazzino Guang’er è stata preservata. [Foto/Shanghai Observer]

Con oltre diecimila ristoranti internazionali a Shanghai, come si fa a distinguersi? Gian Filippo, laurea in Scienze Politiche all’Università di Bologna, ha le idee chiare.

La sua filosofia culinaria si riassume in “aderire alla tradizione e innovare”: da un lato, la fedeltà ai sapori autentici italiani e alla logica della cucina; dall’altro, l’ispirazione che viene dall’estetica e dal ritmo di questa metropoli per dare vita a nuove interpretazioni. I risultati sono piatti che colpiscono per originalità: il cono al ragù (polpette artigianali in cono salato, spolverate di formaggio), il gelato Magnum al merluzzo, la zuppa di frutti di mare che sembra una tazza di cappuccino...

4.png
​ Il cono al ragù, una specialità di RAGÙ [Foto/Shanghai Observer]

Oggi, sulla sponda nord del Suzhou Creek, la coppia Murari non è più l’unica con una visione così lungimirante. Una dozzina di ristoranti internazionali costeggiano il lungofiume, affiancati da spazi espositivi e gallerie d’arte. E in futuro sono previsti itinerari fluviali che uniranno la bellezza del paesaggio a esperienze interattive. «È uno spettacolo che mi riempisce di fiducia per il futuro di Shanghai», conclude Gian Filippo.

 

Fonte: Shanghai Observer