Questo bistro bar racconta il romanticismo e la creatività di una coppia internazionale
Gestori: I coniugi Alan & Angie
Nome del locale: COMETA - Bistro Bar
Indirizzo: Via Nan Suzhou, distretto di Jing’an, Shanghai
Nella primavera del 2007, Alan, un giovane italiano che studiava architettura, arrivò a Shanghai per uno stage. Avrebbe dovuto fermarsi solo tre mesi, ma si innamorò dell’energia e della vitalità della città. Dopo la laurea vi fece ritorno per avviare la propria attività. «Shanghai è incredibilmente interessante: ancora oggi continua a darmi un senso di novità», racconta.
Durante gli anni trascorsi a Shanghai, Alan ha sperimentato diverse professioni: ha lavorato a progetti di architettura, è stato curatore di mostre, fotografo e persino docente in una scuola di fashion design. Proprio in questo percorso ha incontrato Angie, una ragazza di Shanghai che lavora come stilista di abbigliamento femminile. Dopo cinque anni dal loro incontro, i due sono diventati compagni di vita.
Insieme hanno deciso di creare a Shanghai uno spazio capace di far fiorire le loro idee inesauribili. Nel 2019 hanno affittato un locale su strada di oltre 80 mq in via Nan Suzhou, dalle cui finestre si può vedere il fiume Suzhou, dando così inizio alla loro avventura imprenditoriale.
Un salotto ribassato: quando l’eleganza europea incontra il calore shanghainese
Si tratta di un locale che offre selezioni di vini e una cucina italiana caratteristica. Per entrare, gli ospiti devono scendere alcuni gradini: una scelta progettuale “ribassata” piuttosto rara nei ristoranti locali, che crea un’atmosfera intima e accogliente, come se ci si trovasse nel salotto di vecchi amici in Europa.
Il nome “Cometa” è stato scelto da Alan. «Una cometa attraversa l’universo assorbendo e poi rilasciando materia», spiega. «Anche noi vorremmo fare lo stesso: lasciare nei nostri ospiti ricordi preziosi e storie capaci di emozionare.»
Prima dell’apertura, Alan si è occupato personalmente della ristrutturazione. Per distinguersi dall’omologazione dei ristoranti contemporanei, ha ideato uno stile “ibrido tra Oriente e Occidente”: lunghi divani in stile caffè europeo dialogano con sedie in bambù dal gusto cinese; alle pareti sono appesi oggetti d’epoca scovati in giro per il mondo. Su un lato del locale sono esposti i capi in edizione limitata disegnati da Angie, ognuno legato a un tessuto che racchiude una storia.
Una tavola senza confini: dialoghi improvvisati tra sapori d’Oriente e d’Occidente
«All’inizio volevamo aprire solo un piccolo wine bar, ma i clienti hanno iniziato a chiedere piatti completi, e così si è trasformato in un ristorante», racconta Alan.
La cucina è italiana, ma lontana dai grandi classici più comuni come pasta e pizza. Il menu propone a rotazione specialità meno conosciute provenienti da diverse regioni d’Italia, arricchendole con elementi cinesi. I gamberoni ubriachi vengono serviti a fettine sottili con salsa tipica di Shanghai; i salumi sono accompagnati da focaccine all’olio e cipollotto appena sfornate; carne e formaggio diventano ripieno di ravioli all’italiana in chiave reinterpretata.
I clienti raccontano che il menu cambia spesso e che gli abbinamenti sorprendono ogni volta. Grazie al passaparola, il locale ha conquistato un pubblico affezionato composto da professionisti del mondo dell’arte e da connazionali rientrati dall’estero. Nei fine settimana non è raro vedere gruppi di stranieri mettersi in fila davanti all’ingresso.
La coppia ha inoltre investito nello spazio adiacente, trasformandolo in un ristorante di pesce che aprirà ad aprile di quest’anno. Alla vigilia del Capodanno cinese, lo spazio è stato proposto in versione pop-up con la formula “weekend senza menu fisso”: i piatti vengono decisi in base alla spesa del giorno, per far sì che ogni incontro a tavola sia spontaneo e familiare, come sentirsi a casa.
Fonte: Shanghai Observer