Un “maestro di kung fu” italiano insegna il Baguazhang nella sua scuola di arti marziali a Shanghai
Gestore: Paolo Chilelli
Nome della scuola: Absolute Kungfu
Indirizzo: Zhongshan West Road, distretto di Changning, Shanghai
Su Zhongshan West Road a Shanghai si nasconde una piccola scuola di arti marziali. L’italiano Paolo Chilelli, che indossa un cappellino da baseball e porta occhiali con montatura dorata, a prima vista, non corrisponde affatto all’immagine tradizionale del “maestro di kung fu”. Chi avrebbe mai immaginato che questo straniero fosse in realtà un discendente di settima generazione del Baguazhang. Per inseguire il “sogno del kung fu” che porta nel cuore, ha attraversato mari e montagne e si è stabilito a Shanghai, dedicandosi a questa piccola scuola, stringendo amicizie attraverso la pratica marziale e insegnando ai discepoli, tramandando l’arte.
Nel 1982, nella sua terra natale, la Sicilia, arrivò un maestro di kung fu proveniente dalla Cina, Zhang Dugan.
All’epoca Paolo era ancora piccolo e seguire il maestro per imparare il kung fu serviva soprattutto a soddisfare le richieste del padre. Ma con l’approfondirsi del contatto, iniziò gradualmente a rendersi conto che il kung fu cinese non era affatto una semplice combinazione di pugni e calci: racchiudeva una profonda base filosofica e un rigoroso sistema di allenamento. Poco a poco, “imparare bene il kung fu cinese” divenne il suo sogno.
Paolo è arrivato a Shanghai insieme al suo grande amico Kleber Battaglia, con il quale ha aperto una scuola di arti marziali. Nel primo anno dall’apertura fu molto difficile attirare allievi, e a volte non entrava nessuno per un’intera giornata. Per riuscire a sopravvivere, Paolo fu costretto a mettere temporaneamente da parte il suo “sogno del kung fu”: sfruttando il suo vantaggio linguistico, trovò lavoro come insegnante di italiano in un’università di Shanghai. Ogni sera, tornava alla scuola per continuare ad allenarsi nel kung fu.
Paolo sapeva che, per riuscire ad affermarsi in Cina, era necessario dimostrare competenze autentiche. Iniziò quindi a cambiare mentalità, smettendo di puntare con urgenza all’acquisizione di nuovi allievi e concentrandosi invece sullo studio di come integrare meglio ciò che aveva appreso di Wing Chun, Baguazhang e Taijiquan con la cultura marziale locale cinese.
Col tempo, alcuni allievi di altre scuole di arti marziali, vedendo uno straniero insegnare kung fu, non potevano fare a meno di voler venire a provarlo, a confrontarsi in un duello amichevole, e qualcuno si presentò persino direttamente alla porta per “sfidare la scuola”.
Di fronte alle sfide, Paolo non si tirò indietro. Sapeva bene che quella era la migliore occasione per dimostrare il proprio valore. In un confronto dopo l’altro, tutti iniziarono gradualmente a rendersi conto che questo italiano amava sinceramente il kung fu cinese.
In seguito, un numero sempre maggiore di allievi iniziò a entrare nella scuola Absolute Kungfu, scegliendo di apprendere il kung fu cinese da questo “maestro straniero”.
Paolo vive a Shanghai da oltre dieci anni e ha anche assistito in prima persona allo sviluppo e ai cambiamenti della città. Secondo lui, la Shanghai che porta nel cuore è colorata, moderna e inclusiva, ma allo stesso tempo ricca di possibilità, capace di mantenere sempre una vitalità dinamica e in continua crescita.
Per quanto riguarda il futuro, Paolo ha molti progetti: desidera migliorare ulteriormente il proprio livello nel kung fu, comprendere più a fondo il significato spirituale di quest’arte e insegnare bene ai suoi allievi; inoltre, vorrebbe aprire altre scuole. «Il mio sogno è diffondere il kung fu cinese», ha detto Paolo.
Fonte: Shanghai Observer