Aprire la “finestra” del Museum of Art Pudong: un autoritratto per cominciare
Lorenzo Balbi, direttore del Museo Morandi di Bologna, in Italia, ritiene che questa mostra rappresenti una sfida di grande rilievo per lui e per il suo team.
Il 17 giugno, il Museum of Art Pudong ha inaugurato la più grande retrospettiva su Morandi a livello globale di questo secolo: Giorgio Morandi: Solo. Tra gli oltre 200 capolavori in esposizione, più di 140 sono opere originali di Morandi, mentre oltre 120 creazioni, che abbracciano vari mezzi espressivi tra cui dipinti a olio, acqueforti, acquerelli e disegni, verranno esposte al pubblico in Cina per la prima volta.
Lorenzo Balbi, direttore del Museo Morandi di Bologna. [Foto/Shanghai Observer]
Lorenzo Balbi, direttore del Museo Morandi di Bologna e co-curatore dellʼesposizione, ha dichiarato: “Ripercorrere in modo completo e sistematico lʼʼintera carriera dellʼartista e fornire al pubblico cinese un quadro cognitivo completo e tridimensionale dellʼarte di Morandi costituiscono il concetto centrale e il filo conduttore dellʼintero progetto della mostra.”
Natura morta, opera di Morandi del 1952. [Foto fornita dallʼorganizzatore]
Il team curatoriale ha appositamente selezionato una serie di opere iconiche che segnano momenti cruciali e rappresentano punti di svolta stilistica, allestendo per esse stanze espositive monografiche. Tra queste figurano i lavori del suo periodo di sperimentazione cubista e futurista, nonché quelli della fase della pittura metafisica.
Paesaggio, opera di Morandi del 1953. [Foto fornita dallʼorganizzatore]
Come opera di apertura dellʼesposizione è stato scelto lʼautoritratto di Morandi appartenente alla collezione delle Gallerie degli Uffizi, mentre la conclusione è affidata a un acquerello della fase tarda risalente al 1963, realizzato un anno prima della sua scomparsa.
Sul piano dellʼallestimento espositivo, il team curatoriale ha dovuto affrontare una difficoltà centrale: i dipinti di Morandi sono generalmente di piccolo formato, mentre lʼarea espositiva del Museum of Art Pudong è molto ampia. Dopo ripetute discussioni, il team ha definito lʼapproccio progettuale complessivo: rimanere fedeli allʼatmosfera unica delle opere stesse di Morandi suddividendo lʼimmenso spazio espositivo in 35 aree indipendenti, in modo da ricreare unʼatmosfera intima e domestica. In alcune di queste aree è esposta una singola opera, offrendo così uno spazio adeguato per permettere ai visitatori di soffermarsi con calma e cogliere lʼessenza più profonda dei dipinti.
Fiori, opera di Morandi del 1949. [Foto fornita dallʼorganizzatore]
Lʼobiettivo principale di questa grande retrospettiva è infrangere lo stereotipo diffuso secondo cui Morandi “sapeva dipingere solo bottiglie e vasetti”, restituendo al pubblico la figura di un artista dotato di uno spirito altamente sperimentale e di un pensiero profondamente contemporaneo. La grandezza di Morandi risiede nella sua profonda consapevolezza che il processo di creazione artistica è spesso più importante dellʼopera finale compiuta.
Balbi racconta che, sebbene in vita fosse già molto celebre, Morandi declinava costantemente i doni di amici e collezionisti che gli offrivano oggetti preziosi e raffinati sperando che diventassero soggetti dei suoi quadri.
Tutti i suoi soggetti dipinti provengono dai mercatini dellʼusato cittadini, dalla cucina di casa o sono semplicemente vasi in terracotta e brocche dʼuso quotidiano delle sorelle. Lasciava persino intenzionalmente un sottile strato di polvere sulla superficie degli oggetti, poiché quel pulviscolo impercettibile riusciva ad ammorbidire la luce e a sfumare i contorni netti.
Per raggiungere la composizione perfetta, trascorreva una quantità di tempo sbalorditiva a posizionare, spostare e riorganizzare ripetutamente gli oggetti, finché non trovava lʼunico ordine visivo di equilibrio e serenità che risuonava nel suo animo; a quel punto metteva rapidamente mano ai pennelli, completando lʼintera opera in appena una o due ore.
Con lʼopera di una vita intera, Morandi ci insegna che la quotidianità più umile cela lʼarte più profonda, e la tranquilla ripetizione racchiude una forza eterna.
Fonte: Shanghai Observer