Bulgari: la scommessa sulla Cina

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Due sculture raffiguranti “leoni che giocano con una sfera”, simili nella forma e accomunate dall’essere simboli di prestigio e potere: una proviene dalla Cina, l’altra dall’Italia.

“Condividiamo un patrimonio culturale millenario, con linguaggi artistici e soluzioni architettoniche che rivelano affinità profonde”. Con questa riflessione su un’eredità che unisce epoche e Paesi, Jean-Christophe Babin, Amministratore Delegato di Bulgari, ha aperto il suo intervento all’edizione di quest’anno della China International Import Expo (CIIE).

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​Lo stand Bulgari a tema Sustainable by Innovation [Foto/Yicai]

Secondo Babin, i consumatori cinesi e italiani, entrambi orgogliosi del proprio retaggio culturale, nutrono un identico apprezzamento per l’arte orafa, espressione di una solida tradizione.

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​Jean-Christophe Babin, AD di Bulgari. [Foto/Yicai]

Nel lungo termine, il vasto bacino di consumatori cinesi di beni di lusso rimane un motore cruciale per la crescita del settore a livello globale. “Nel 2026 la Cina sarà, come sempre, una nostra priorità assoluta. Continueremo ad aumentare gli investimenti anno dopo anno, nonostante un contesto attuale delle vendite più impegnativo rispetto al 2023”, ha dichiarato Babin.

Quando la tecnologia incontra l’alta gioielleria

“Otto anni fa abbiamo introdotto microchip NFC nelle nostre borse; tre anni fa, orologi con codici QR integrati”, ha spiegato Babin. “È essenziale continuare a impiegare un grande savoir-faire artigianale nella creazione di orologi e gioielli, integrandolo però con tecnologie che rispondano alle crescenti esigenze di trasparenza e tracciabilità da parte della clientela”.

Proprio in quest’ottica, e con il progredire di questi sistemi di tracciabilità, Bulgari ha presentato alla CIIE il suo tema Sustainable by Innovation, ponendo ancora una volta l’accento sulla simbiosi tra arte e tecnologia e presentando l’esperienza dei gioielli “Connected”.

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L’esperienza digitale dei gioielli “Connected”. [Foto/Yicai]

Basta scansionare con lo smartphone il codice presente sul gioiello per accedere immediatamente a informazioni cruciali come l’origine delle gemme, i materiali e i dettagli della lavorazione. Dopo l’acquisto, il ciclo di vita di un gioiello continua, e la manutenzione quotidiana è fondamentale. Alla fiera, i visitatori hanno potuto testare il Shine Service, che include lucidatura, pulizia, controllo d’integrità e consigli di cura.

Investimenti in costante crescita

Nel panorama attuale, il consumo di lusso sta attraversando una fase di differenziazione strutturale, con una domanda sempre più orientata all’esperienza emotiva e alla soddisfazione personale. In quest’ottica, Babin ha più volte ribadito: “La nostra concorrenza non si limita ai gioiellieri”. Secondo lui, i rivali di Bulgari non sono solo altri marchi orafi o del lusso, ma qualsiasi esperienza di consumo in grado di offrire un alto livello di esclusività ed emozione.

Negli ultimi anni, Bulgari ha registrato una crescita significativa a livello globale, Cina inclusa, con performance da record. A livello mondiale, la Cina rappresenta un mercato di primaria importanza per il marchio, che conta attualmente 53 boutique in 32 città. Babin ha affermato che Bulgari continuerà a potenziare gli investimenti nel canale e-commerce, poiché in un mercato iper-digitalizzato come quello cinese, il digitale permette di raggiungere potenziali clienti in città di diversa dimensione, consolidando ulteriormente la presenza locale.

Sia che si tratti di crescere insieme ai brand locali, sia di operare in un mercato della gioielleria in continua evoluzione come quello cinese, Babin ritiene che la chiave per il successo futuro di Bulgari in Cina risieda nella capacità di creare un legame profondo con i consumatori. Attraverso un’interazioni multidimensionale, il brand punta a stabilire non solo una risonanza, ma una vera e propria simbiosi con la sua clientela.

 

Fonte: Yicai